La prima volta ad Auschwitz -Birkenau

_L7X0913.jpgLa prima volta ad Auschwitz – Birkenau è un colpo al cuore, all’anima, all’intelletto… a tutte le facoltà che l’uomo possiede. Per noi giunti a Cracovia in un bel pomeriggio di primavera, trovarsi la mattina dopo prestissimo davanti al cancello di Birkenau (ab-biamo scelto di visitare prima Birkenau piuttosto che lo stammlager Auschwitz I) è stato un vero shock.

Questo è certamente uno dei motivi che ci ha spinti a creare questo blog dove raccogliere tutte le esperienze che da quel primo viaggio si sono susseguite in un percorso di continua ricerca e studio e che sempre di più avvertiamo il dovere morale ed etico di condividere con chi si mostra interessato ad ascoltare, con chi come noi cerca di comprendere quanto accadde in quei terribili luoghi che furono i campi di concentramento e sterminio nazisti in terra polacca e non solo.

Auschwitz con il suo progetto concentrazionario e di sterminio nazista ha rappresentato la massima espressione della tecnologia del suo tempo applicata alla peggiore delle intenzioni: chi l’ha ideato l’ha fatto intenzionalmente e quindi responsabilmente programmandolo e attuandolo non solo con lo sterminio di milioni di ebrei ma anche con lo sfruttamento, la resa in schiavitù e la morte di migliaia di prigionieri politici polacchi, zingari, omosessuali, testimoni di Geova, preti…

Attraversiamo il cancello di Birkenau e seguiamo con lo sguardo il lungo binario della “neue rampe”, quella che portava direttamente al cuore dell’orrore.

La prima cosa che ci colpisce è l’enormità del luogo: a destra sullo sfondo un vagone, “memento mori” di migliaia di uomini giunti qui per morire.

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Chilometri di filo spinato e pali elettrici, le baracche delle cucine rimaste in piedi e quelle che servivano da dormitori, mostrano i loro tavolacci lignei su cui si ammassavano i prigionieri e le prigioniere di ogni luogo e di ogni età.

Ed ancora più in giù accanto al monumento commemorativo le macerie delle camere a gas e dei forni, si possono vedere ancora le scale e il locale dove i prigionieri venivano fatti spogliare prima di essere gasati.

Ma a Birkenau non si poteva solo morire, se si era prigioniero politico oppure “selezionato” dopo i famigerati trasporti, si rimaneva come “lavoratore” e allora si passava attraverso il locale sauna, dove si veniva spogliati, disinfettati, rasati, marchiati, vestiti. Ancora oggi visitare questo luogo mette i brividi o per lo meno questo è ciò che è accaduto a noi. 

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Oggi in questo luogo si viene accolti da alcuni grandi pannelli su cui sono esposte le fotografie che gli sventurati portavano con sé, volti che raccontano storie di famiglie intere distrutte.

Le grandi cisterne per la raccolta dell’acqua quasi nascoste nel verde….Birkenau “bosco di betulle”.

segue…